Fatima Haidari a Legnano

Fatima Haidari a Legnano

Il diritto allo studio come forma di libertà e resistenza

Un incontro di grande valore formativo ha visto protagonista Fatima Haidari, giovane attivista afghana e oggi studentessa all’Università Bocconi, ospite degli studenti degli istituti superiori di Legnano nell’ambito del progetto “Fatima Haidari – Il coraggio e la resistenza delle donne afghane”, promosso dall’associazione Liceali Sempre e da Soroptimist International Ticino Olona, con il patrocinio della Città di Legnano.

Gli incontri si sono svolti presso l’Istituto Bernocchi, il Liceo Galilei e l’Istituto Dell’Acqua, coinvolgendo numerosi studenti in un percorso di riflessione sul tema dei diritti, dell’istruzione e della condizione delle donne in Afghanistan.

Ad aprire la testimonianza sono state le parole della stessa Haidari: «Ho dovuto lasciare il mio Paese: in Italia posso continuare il mio lavoro e aiutare le sorelle rimaste lì. Sono più utile qui, per me e per loro. Io sono in salvo, ma non sarò mai veramente libera finché le donne afghane saranno prigioniere». Un’affermazione che ha immediatamente definito il senso profondo dell’incontro, centrato sul legame tra esperienza personale e impegno civile.

Nata nella provincia di Ghor, Fatima Haidari ha raccontato agli studenti il proprio percorso di crescita segnato da numerose difficoltà: l’infanzia trascorsa tra le montagne come pastorella, lo studio iniziato scrivendo sulla sabbia prima di ricevere quaderni e penne grazie all’Unicef, e le difficoltà economiche che l’hanno costretta a interrompere gli studi per alcuni anni. Un cammino costruito con determinazione, anche attraverso il lavoro artigianale svolto insieme alla madre per poter tornare a scuola.

La sua formazione l’ha portata a studiare giornalismo e comunicazione, a fondare iniziative dedicate all’empowerment femminile, a condurre il programma radiofonico “Winner Women” e a diventare, nel 2020, la prima guida turistica donna dell’Afghanistan, figura che ha ottenuto attenzione internazionale ma che ha anche esposto Haidari a gravi rischi personali.

Con il ritorno dei Talebani e la caduta di Kabul nell’agosto 2021, è stata costretta a lasciare il Paese dopo giorni di attesa e difficoltà, riuscendo a raggiungere l’Italia grazie a una rete di aiuti. Oggi vive in provincia di Milano e frequenta il corso di Politica Internazionale e Governo presso l’Università Bocconi grazie a una borsa di studio.

Nel corso dell’incontro con gli studenti legnanesi, Haidari ha sottolineato con forza il ruolo centrale dell’istruzione: «Una donna istruita vuol dire dire no alla violenza e all’oppressione. L’istruzione cambia le famiglie e può cambiare intere comunità». Un messaggio che ha attraversato tutta la sua testimonianza, trasformando la vicenda personale in una riflessione universale sul valore del sapere.

L’attivista ha inoltre richiamato l’attenzione sulla condizione delle donne afghane, sempre più limitate nell’accesso all’istruzione e alla vita pubblica, ribadendo il proprio impegno nel sostenere progetti educativi rivolti alle ragazze rimaste nel Paese.

A concludere la mattinata sono stati gli interventi degli organizzatori e dei docenti presenti, che hanno evidenziato l’importanza di momenti di confronto come questo per avvicinare i giovani a realtà lontane solo geograficamente, ma fondamentali per comprendere il valore universale dei diritti.

L’incontro ha lasciato agli studenti un messaggio chiaro: il diritto allo studio non è un privilegio scontato, ma una responsabilità collettiva e una conquista da preservare ogni giorno.