Mi chiamo Roberto Pensotti

Mi chiamo Roberto Pensotti

Di Roberto Pensotti – Imprenditore Maturità 1956

Dal 1951 al 1956 ho frequentato il Liceo Scientifico di Legnano (fino al 1953 sezione distaccata del Liceo Vittorio Veneto di Milano). Ci andavo ogni giorno scolastico con la mia amata bici, piccolo capolavoro di meccanica raffazzonata, ma su quella ero imbattibile, testimoni i miei garretti che rimangono belli sodi nonostante gli anni.

Mi ricordo la nostra storica e misera sede: l’Istituto Dell’Acqua. Per andare nella loro aula (era in un corridoio) quelli della quinta dovevano passare per la nostra classe che era nello stesso corridoio. L’ora più agognata era quella di ginnastica, maschi da una parte, femmine dall’altra. Siamo forse in Terza Liceo, tutti in fila di fronte alla palestra e manco solo io perché ero il paparazzo, visto che già allora ero fanatico di fotografia. Da sinistra Cesare Manzoni, Franco Falzone, Giorgio Alisi, Sem Prandoni, Carlo Tajana, Gino Croce (non si è mai saputo se il suo cognome fosse Croce o Croci), Cesare Crespi, Attilio? Cirigioni e Manlio Walliser. Mancano naturalmente le ragazze tra le quali ricordo Serena Guidi, Marika Vecchio, Puricelli, Fusi, Airoldi e Tomellini?.

Le feste si facevano nella villa Guidi dove si ballava cheek-to-cheek con gli LP di Les Brown, Ray Anthony e Ted Heath e poi sulla scia dei Platters, con gli urlatori all’italiana. Oltre al Preside Povoli e alla Professoressa Gattini (due nobili persone), mi ricordo i professori di matematica e di filosofia che erano dei curiosi personaggi, delle vere macchiette. E che dire dell’intraprendente bidello Sig. Calini che arrotondava il magro stipendio vendendo le michette col salame durante l’intervallo?

Nell’ultimo anno alla nostra classe si aggrega un gran fusto di nome Remo Morelli. Atleticamente fenomenale (diventerà medico e ottimo giocatore di Serie A), bello e solare. Sono verde di gelosia… questo qui mi porta via tutte le ragazze, ma troppo simpatico e intelligente per aversene a male.

Nel 1957 dopo la Maturità mi iscrivo al Politecnico di Milano. Qui comincia la battaglia con mio padre. Ho troppi interessi non accademici, la bici, lo sci, le auto, le ragazze e poca voglia di studiare. Con i miei compagni più cari: Giorgio Alisi, Cesare Manzoni, Manlio Walliser e Carlo Tajana formo un sodalizio straordinario. Arte, Ingegneria, Filosofia fatevi da parte… Ero fin da ragazzo appassionato di aeronautica e il mio amico Giorgio oltre ad avere un talento straordinario per il disegno, è anche un supremo modellista. Assieme, con estrema pazienza e massimo rigore, abbiamo creato una collezione di modelli di aerei d’epoca che ancora fa bella mostra di sé nel mio studio.

Finalmente, dopo aver passato il biennio fuori corso e a pedate nel sedere, comincio a sbocciare. Mi laureo in Ingegneria Aerospaziale e nel 1965 sposo il mio angelo che ancora mi sopporta dopo più di 53 anni.